Purtroppo la mia piccola vacanza a Ginevra è finita. Non avete idea di cosa sia quella città, e come al solito, dopo la fine del viaggio ti resta sempre la malinconia del posto in cui sei stato, e vorresti fosse per sempre casa tua (del resto vivere a Napoli…)
Voglio condividere con voi foto particolari e eventi che mi hanno scosso, ma prima un pò di geografia!
Ginevra (francese: Genève, tedesco: Genf, romancio: Genevra), capitale dell’omonimo cantone Cantone di Ginevra, è la seconda città più popolata della Svizzera dopo Zurigo, situata dove il Lago di Ginevra riconfluisce nel fiume Rodano.
Ginevra è la sede di molte organizzazioni internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO), il CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire), l’Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni (ISO), il Concilio Mondiale delle Chiese e diverse Organizzazioni delle Nazioni Unite, come l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), l’Organizzazione Internazionale per il Lavoro, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCHR), Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e altre. Ginevra ospita anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale e Amnesty International. Fu anche la sede della Società delle Nazioni fino alla sua chiusura.
Bla bla bla bla e se volete vi andate a leggere le vostre cose su qualche altro sito!
Per una strana coincidenza c’era anche l’incontro di Taizè quindi figuratevi, la città era piena di turisti!
Vediamo un pò come, basandomi solo ed esclusivamente sulla mia esperienza, questa città funziona: durante il viaggio con mio zio ho preso nota di tutte le differenze importanti tra la mia città (ma anche un pò in generale dell’Italia) e di Ginevra.
Pur avendo una densità media per abitante estremamente alta (oltre 1000 al km quadrato) il caos della città non si avverte per niente: ingorghi e traffico intenso non è roba ginevrina a quanto pare.
Ciò è forse spiegato dal fatto che la città funziona anche grazie agli OTTIMI trasporti pubblici: puntuali, puliti e rapidi. Pullman e tram posseggono addirituttura una corsia preferenziale per circolare piu’ velocemente, ma di questo parleremo dopo.

Panorama nella zona del traforo del monte bianco.
1) Trasporto pubblico presente ed efficiente
Oltre ad essere puntuali e addirittura spesso in anticipo, buona parte delle fermate sono dotate di un pannello collegate in tempo reale via GPS ai pullman consentendo di sapere esattamente quanto manca all’arrivo del pullman alla fermata. E non sbaglia mai!
Nelle poche stazioni in cui questo non c’era, era comunque presente un foglio informativo contenenti gli orari (TUTTI rispettati) dei pullman…era facile orientarsi anche solo con quello.
I pullman avevano schermi LCD contententi informazioni sulla prossima fermata e sull’intero itinerario che questo avrebbe fatto. Era impossibile perdersi.
Addirittura i tasti per aprire i pullman erano quelli particolari, non ricordo bene il nome, ma sono gli stessi che vengono istallati su alcuni cellulari (insomma, basta passarci il dito sopra per interagire)
Anche i treni avevano un alto livello di efficienza: erano veloci e sempre in anticipo (almeno 5 minuti) e non ci sono le solite soste in mezzo ai binari come invece è solito qui.
Nota: non ho visto nemmeno un controllore.
Inoltre i ginevrini hanno convogliato aereoporto, stazione del treno e del pullman in un unico centro proprio vicino al Palexpo (di cui parleremo dopo). Il risultato: un’immensa stazione con centri commerciali, negozi di ogni genere, un vero bijoux di ingegneria mai visto a fin ora.

Mio zio (Visconti Fortunato - alias Nunzio) con Paolo e Ilenia all’aereoporto di Ginevra
2) Le francesi sono proprio di classe superiore
Non c’è che dire, sono delle gran gnocche. I maschi invece sono brutti e non si lavano nemmeno, come vuole la tradizione
3) Le ragazze nere non sono puttane, i ragazzi neri non sono clandestini che vendono fazzoletti
Sono tutte persone correttamente inserite nella società.
4) I guidatori del pullman sono dei bastardi
Passano spesso con il rosso, fanno delle frenate che ti fanno cadere dall’autobus e accelerazioni che sembrano impennate.
5) La strada è autoilluminata
In un certo senso si!!! L’impasto del materiale delle strade di Ginevra è fatto in parte di asfalto e in parte di piccoli pezzi di vetro: cosicchè di notte questi pezzettini riflettono la luce dei lampioni! E’ un effetto BELLISSIMO!
5) Nei pullman puoi mostrare telefoni, lettori MP3 e qualsiasi cosa tecnologica senza paura.
6)I pullman hanno tasti apposito per i disabili che cacciano una discesa per le carrozzelle
Degno di applauso.

Tipica strada di Ginevra. Da notare che TUTTE le strade hanno almeno 2 corsie + 1 preferenziale per gli autobus + 1 piccola per i ciclisti. Le loro strade statali sono quanto le nostre autostrade.
Di notte Ginevra è una pista.
Il Palexpo
Il Palexpo è un’immensa costruzione statale che si estende per 100.000 metri quadri, vicino all’aereoporto. E’ amministrato da un’organizzazione no-profit che ha lo scopo di promuovere fiere, manifestazioni ed eventi.
E’ stato costruito nel 1926 con il nome di Ancien Palais des Expositions, espandendosi sempre di piu’ e nel 1976 ha cambiato nome in Palexpo. Nel 2003 è stata aperta la nuovissima Hall3 che ha raddoppiato la superficie totale della struttura.
Quest’anno è stato ospitato nel Palexpo l’incontro internazionale di Taizè a cui anche noi abbiamo partecipato.

Entrata del Palexpo. Anche se è possibile fumare nei locali pubblici, molta gente con buon senso completa fuori la propria sigaretta prima di entrare.

Vincenzo, io e Antonio volontari del Taizè che “manteniamo ordine” (in verità creavamo disordine!!!)

Gioacchino che crea bolle di sapone e le spara ai passanti
Il Taizè
Dal 1978 la comunità di Taizè organizza annualmente un incontro europeo chiamato Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra in una metropoli europea, all’Est e all’Ovest. Dura cinque giorni e si svolge alla fine di ogni anno. Vi partecipano decine di migliaia di giovani.
Nel 1981, in occasione dell’incontro di Londra, un giornale londinese scrisse:
Furono oltre centomila nel 1994 a Parigi.
A partire dal 1974, frère Roger pubblicò ogni anno una lettera che, tradotta in più di 50 lingue, veniva utilizzata poi tutto l’anno durante gli incontri a Taizé ed in tante parrocchie, come spunto di riflessione. La prime due, Lettera al popolo di Dio e Vivere l’insperato, furono preparate per l’apertura del Concilio dei giovani nel 1974.
Noi eravamo lì. Un’esperienza unica che consiglio a tutti.
Nonostante i veterani degli incontri abbiano detto che questo di Ginevra è stato uno dei peggiori, essendo per me il primo, è anche il migliore.
Abbiamo conosciuto tantissima gente francese, portoghese, polacchi, brasiliane, lettoni (si dice cosi?? comunque sia la gente della lettonia) tutti accomunati (o quasi) dalla lingua inglese.
Ho avuto modo di fare un test delle mie capacità e sono rimasto molto sorpreso da me stesso. Comunicavo senza problemi, a differenza degli altri compagni che avevano serie difficoltà (e relative bestemmie/papere).
Raccontare tutta l’esperienza è impossibile…mentre tornavo a casa pensavo “scriverò tutto” e invece ho scritto solo un decimo di quanto ho vissuto…mi sono già annoiato 
Che malinconia però…vorrei tanto ritornare lì…non vedo l’ora che venga dicembre 2008!
Ad ogni modo ora vi faccio una sfilza di fotografie seguita da una piccola didascalia, cosi almeno ci capite qualcosa…buona visione.

Il famoso getto d’acqua. Di solito è chiuso ma per il Taizè lo hanno aperto per alcuni giorni.

Come andare a Ginevra e non visitare la famosissima statua di Mercury a Montreaux…

Foto scattata da dietro l’altare della basilica minore di Ginevra (basilica di Notre-Dame).
Si, ha lo stesso nome della famosa cattedrale di Parigi.
Aneddoto imbecille: il primo giorno non conoscevo ancora bene il posto e cosi mi sono perso subito assieme a mio zoi. Sapedo di dover andare in quella chiesa per le attività, mio zio (che parla un pò di francese) ha chiesto a una donna francese “Dov’è la chiesa di Notre Dame, per favore?”
Questa inizia a ridere e poi fa “Guarda che non siamo a Parigi hahahahahahahahaha”
Continua a ridere poi dopo un pò si ferma e dice “Continua dritto e poi gira a destra quindi jada jada jada…”

La sede delle nazioni unite. Molto bella la piazza (sotto) antistante l’edificio in cui c’era la famosa Broken Chair


In questa strada tutti scrivevano a terra con dei gessetti e cosi ne ho approfittato anche io

Io e Ilenia che ci spariamo le pose prima di farci una foto (quella a destra è Mariama)

Ultima foto poco prima della partenza